E-commerce, e-shopping, centri commerciali e negozi su strada: tutti contro tutti

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A Roma e in tutta Italia alcuni marchi della GDO licenziano parte del personale delle loro strutture all’interno dei centri commerciali.
L’e-commerce decolla anche in Italia. Anzi, no: dai cellulari non si usa.
I negozi su strada sono in crisi da anni, ma ne aprono continuamente di nuovi. E l’e-shopping
Mai come in questo periodo la competizione è stata così alta.
E le app per smartphone aspirano alla parte del protagonista.

Sono stati recentemente pubblicati i risultati della ricerca Dove va lo shopping, realizzata da Trade Lab, Canali & Co e GS1 Italy | Indicod-Ecr; se ne evince che i centri commerciali sono sotto assedio da più parti, fra cui internet, e-commerce e da qualche tempo anche dalle app per smartphone.

E la cosa è arrivata all’attenzione nel più drammatico dei modi, ovvero con i licenziamenti di due grandi marchi della GDO, che hanno “alleggerito” il loro staff in alcuni punti vendita posti proprio all’interno di famosi centri commerciali.

Consci dei trend in atto, le “cattedrali dello shopping” si stanno da qualche anno rapidamente trasformando in centri di intrattenimento a tutto tondo, organizzando spettacoli, eventi e concerti non più sporadicamente, ma sotto forma di vere e proprie rassegne e alzando il tiro sulla qualità.

La ricerca si sofferma sull’andamento dei consumi (che ci interessa poco in questa sede), ma anche e soprattutto sulle scelte dei consumatori sui “poli commerciali”, evidenziando come le persone preferiscano luoghi in cui i negozi sono integrati da altre attività, come la ristorazione e l’entertainment.

È internet ad aver rotto – definitivamente – tutti gli equilibri, fornendo in un unico “luogo” procurement, shopping e intrattenimento.

Per procurement s’intende l’attività di approvvigionamento, l’acquisto di beni di prima necessità, seppure nel senso allargato del termine, mentre per shopping s’intendono le compere per puro piacere.

Il punto debole di internet (superata in buona parte l’italica ritrosia per l’uso delle carte di credito), è la mancanza di rapporti umani, l’assenza di un’esperienza tattile/visiva e di relazioni sociali tipiche del commercio diffuso (i negozi su strada).

C’è poi da considerare il cambiamento demografico in atto in Italia. Le proiezioni indicano che entro dieci anni nel nostro Paese risiederanno stabilmente 8,5 milioni di “stranieri” contro 54,5 milioni di “italiani”, un’età media di 46 anni, il 24% di “anziani” (persone con più di 65 anni) e il 57% delle famiglie con al più 2 componenti, con tutto quello che implica quanto a capacità di spesa media.

I negozi su strada, il commercio diffuso, attualmente valgono il 20% del fatturato complessivo, ma là dove si giovano di una forte identità (storico-popolare, architettonica-urbanistica, …) il trend è in significativa crescita.

Il “giro per negozi” rimane una delle attività preferite dalle persone, ma sempre più spesso si traduce in un’attività per scegliere cosa andare poi a comprare tramite l’e-commerce, pratica che attualmente riguarda il 3,5% del fatturato complessivo, ma il cui ritmo di crescita è vorticoso, seppure in un quinto dei casi l’acquisto si perfeziona col click & brick (il ritiro delle merce viene effettuato in un luogo fisico).

localiving-smartphone-tabletMa un nuovo strumento è entrato in gioco: le app per smartphone.

News con notifiche push, offerte e sconti personalizzati, ricerche mirate, condivisione sui social network, chat in tempo reale: sono solo alcuni degli strumenti offerti da app per lo shopping e il tempo libero come Localiving.

Tramite un’app come questa, chiunque abbia un’attività che comprenda l’erogazione di servizi o la vendita di prodotti può operare via smartphone azioni di marketing uno-a-molti e/o uno-a-uno, fidelizzando i clienti e catalizzando l’attenzione di nuovi potenziali clienti.

Le app possono fare tanto, tantissimo, per ogni tipo di commerciante ed esercente. Ma… siamo solo all’inizio; come spesso accade nelle nuove tecnologie, gli utilizzatori trovano modi di utilizzo che vanno al di là di quanto previsto dalle intenzioni dei programmatori e dei (pur potenti) mezzi messi a disposizione dalle app.

Ciò che è certo è che il cambiamento è irreversibile; la ricerca di Trade Lab prevede la chiusura entro dieci anni delle attività commerciali che non saranno in grado di rimodellassi considerando i cambiamenti demografici in atto e abbracciando le possibilità offerte dalle nuove tecnologie.

Alea iacta est. Il dado è tratto.